Buon furto vs cattivo furto: come ispirarsi davvero nel percorso musicale
Consiglio la lettura con questa musica in sottofondo
Nel mondo dell’arte esistono tantissime idee romantiche che non corrispondono alla realtà.
C’è chi pensa che basti “avere talento” per suonare bene al primo colpo.
C’è chi crede di essere “stonato” e quindi destinato a non cantare o non suonare mai.
C’è chi immagina che l’ispirazione cada dall’alto come un fulmine mistico.
La verità? Sono miti che fanno più danni che altro.
Il talento da solo non basta (e vale molto meno di quanto si pensi)
Un pizzico di predisposizione può aiutare, certo.
Ma senza lavoro costante, senza studio, senza ascolto e senza disciplina… il talento evapora.
Molti grandi musicisti lo dicono chiaramente:
“Non ho talento, ho solo studiato più degli altri”.
E noi insegnanti lo vediamo ogni giorno: chi cresce non è chi parte “più dotato”, ma chi continua a rimettersi in gioco.
Il mito dell’artista che crea dal nulla
Un'altra illusione molto diffusa è che un’opera d’arte nasca da una sorta di magia inspiegabile.
È bello crederlo, lo capisco.
Ma quasi mai è così.
La verità è molto più semplice e molto più umana:
cresciamo camminando sulle spalle dei giganti.
Impariamo osservando.
Impariamo copiando nel modo giusto.
Impariamo lasciandoci attraversare da chi è arrivato prima di noi.
Copiare sì, ma con criterio: il “buon furto”
Il buon furto è studio.
È ammirazione attiva.
È prendere un dettaglio da un artista, un’idea da un altro, un’emozione da un altro ancora.
Non è plagio, non è imitazione cieca.
È dire:
“Questo fraseggio mi ispira, come posso farlo mio?”
“Questo artista comunica così bene… cosa posso imparare dal suo modo di stare sul palco?”
“Questa frase mi fa vibrare, dove posso portarla nella mia musica?”
Io stessa sono il risultato di ciò che ho assorbito: musicisti, pittori, scrittori, filosofi, fotografi, allievi… tutti hanno lasciato un segno.
Alcuni minuscoli, altri profondissimi.
Uno di questi è stato lo sguardo su una mostra fotografica a Palazzo Reale, molti anni fa.
Da lì è nato il mio progetto Music Is for Everybody.
È nato da una scintilla, non dal nulla.
Il cattivo furto: quando copi per non metterti in gioco
Il cattivo furto è l’opposto:
è copiare per evitare di creare qualcosa di tuo.
È imitare per nascondere la paura.
È cercare scorciatoie invece di attraversare il processo.
E nella musica adulta questo accade spesso:
si imita per non affrontare lo studio, si cerca di replicare invece di costruire, si rimane nella superficie.
La crescita, invece, nasce quando:
ti dai il permesso di provare
ti concedi di sbagliare
accetti il tuo suono del momento
usi l’ispirazione come trampolino, non come stampella
La verità è che nessuno diventa se stesso copiando un altro
Non sarai mai la copia perfetta di X o Y.
Per fortuna.
Perché quell’artista è figlio della sua storia, delle sue ferite, dei suoi trionfi.
Tu sei figlio della tua.
Lavorare bene significa unire due strade:
ciò che prendi dagli altri
ciò che nasce da te
È lì che diventi originale.
Una piccola storia personale
Da ragazza ero timida. Molto timida.
Una timidezza che rischiava di diventare un limite.
Poi partecipai a una conferenza di Igor Sibaldi.
Ne uscii diversa.
Pensai:
“Comunicando bene si possono lasciare semi preziosi nella vita delle persone. Magari posso farlo anch’io”.
Così ho studiato comunicazione.
L’ho praticata.
L’ho messa nella mia musica, nelle lezioni, nel mio modo di accompagnare i musicisti adulti.
Ed eccomi qui.
Conclusione
Ispirarsi è un atto d’amore.
Copiare bene è un atto di umiltà.
Restare se stessi è un atto di coraggio.
Prendi ciò che ti nutre.
Trasformalo.
E poi costruisci la tua voce.
È così che si cresce.
Nella musica, nella creatività e nella vita.