Passaggi difficili: 3 passi strategici per superarli davvero

Quando studiavo in conservatorio inciampavo spesso negli stessi punti.
C’erano passaggi che sembravano “impossibili” e, invece di trovare una strategia, rimanevo intrappolata nella frustrazione.

Il risultato era sempre lo stesso:
suono rigido, nervosismo, voglia di mollare.

Un giorno mi promisi una cosa:
“Quando insegnerò, farò in modo che i miei allievi abbiano strumenti concreti per superare gli ostacoli, senza perdersi per strada.”

Sono passati molti anni e oggi ho accompagnato centinaia di musicisti adulti a superare proprio quelle difficoltà che un tempo bloccavano anche me.
E, al di là di scuole e strumenti diversi, ho visto che ci sono 3 passi che funzionano sempre.

Li condivido con te: possono diventare la chiave per far pace con lo studio… e crescere meglio.

1. Individua il punto esatto della difficoltà (non “lo studio intero”)

Molti, quando trovano un passaggio difficile, continuano a suonare tutto da capo sperando che “prima o poi venga”.
Ma questo è il modo più rapido per:

  • perdere tempo

  • sbagliare ancora

  • rinforzare l’errore invece della soluzione

La strategia giusta è opposta:

  • individua l’esatta cellula che crea il problema

  • evidenziala con un colore

  • estraila

  • studiala da sola, lentamente

  • solo dopo reinseriscila nel contesto

In questo modo smetti di “lottare contro l’esercizio” e inizi a lavorare sul punto, non sul caos.

2. Elimina la parola “difficile” dal vocabolario

Etichettare un passaggio come “difficilissimo” lo rende più grande di te ancora prima di iniziare.
Le parole diventano mappe, e alcune mappe ci fanno perdere strada.

Prova a sostituire:

  • “difficile” → sfidante

  • “non ci riuscirò mai” → vediamo come funziona

  • “non fa per me” → provo, poi valuto

L’approccio mentale cambia completamente l’esito dello studio.

L’etichetta blocca.
La curiosità apre.

3. Dai tempo al tempo: le cose che restano richiedono maturazione

Viviamo in un mondo rapido.
Premi un tasto, hai una risposta.
Ma la musica non funziona così.

Nessuna opera d’arte è nata in due minuti.
E anche nella musica ci sono momenti in cui sembra di non fare progressi, ma dentro si sta costruendo una competenza nuova, silenziosa, stabile.

Ricordo ancora la prima improvvisazione che veramente mi fece emozionare:
non era magia, era maturazione.

Avevo aspettato.
E finalmente il frutto era arrivato.

Lo stesso succede a chi studia oggi:
c’è una fase in cui sembra non accada nulla… finché accade tutto.

Lo studio musicale è un percorso di conoscenza di sé

Ogni difficoltà è un punto di accesso a qualcosa di più profondo:

  • pazienza

  • gestione dell’emotività

  • capacità di trovare soluzioni

  • elasticità mentale

Per questo, nei percorsi “Music is for Everybody”, lavoro molto su problem solving strategico:
non ti dico cosa fare, ti aiuto a costruire una mentalità che ti permetta di trovare soluzioni tue, efficaci, personalizzate.

È un approccio che cambia lo studio… e spesso migliora anche la vita quotidiana.

Ho approfondito questi metodi grazie al lavoro del Prof. Giorgio Nardone e li uso ogni giorno con i miei allievi adulti.
Funzionano.
E trasformano.

I piani strategici sono frutto di studi con esperti nel campo come il Prof. Giorgio Nardone con il quale ho concluso proprio qualche settimana fa un corso sul Problem Solving Strategico.

 

Corso di problem solving strategico

Prof. Giorgio Nardone -Gennaio 2021

È molto importante investire risorse ed energie per migliorare costantemente

Ovviamente vale anche per gli insegnanti!

 
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